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Toscana: nove siti UNESCO e un luogo comune

La Toscana ha registrato 46.220.821 presenze nel 2024, il 9,92% del totale italiano, e il numero che sposta le aspettative è un altro: negli agriturismi toscani il 69% delle presenze è di stranieri.

L'agriturismo qui non è un rifugio dagli stranieri

In Italia gli stranieri sono il 54,8% delle presenze negli agriturismi. In Toscana la quota sale al 69%, e a Bolzano tocca il 74%.

Vale la pena tenerne conto quando si programma: la disponibilità di luglio e agosto è contesa su un mercato internazionale, e chi prenota tardi trova quello che resta. Lo stesso vale per i borghi, dove a livello nazionale il 50,3% delle notti è straniero.

Il prodotto davvero domestico, semmai, sono le terme: nei comuni termali il 64,6% delle notti è di italiani.

Nove iscrizioni, e i due siti più piccoli

La Toscana conta nove siti del Patrimonio Mondiale nel 2026: centro storico di Firenze dal 1982, Piazza del Duomo di Pisa dal 1987, San Gimignano dal 1990, Siena dal 1995, Pienza dal 1996, Val d'Orcia dal 2004, faggete vetuste dal 2007, Ville e giardini medicei dal 2013 e Montecatini Terme dal 2021, dentro le grandi città termali d'Europa.

Uno solo dei nove è seriale condiviso con altre regioni. Roma-Firenze in treno diretto è 1 ora e 35 minuti sul più veloce, con mediana attorno a 1 ora e 41 e 48 Frecciarossa diretti nel giorno feriale rilevato (settembre 2026).

La Val d'Orcia è un paesaggio coltivato, e l'iscrizione è quella

La Val d'Orcia è iscritta dal 2004 come paesaggio culturale, con i criteri iv e vi, su 61.187,96 ettari più 5.660,08 di zona tampone. Il riconoscimento premia una campagna ridisegnata nel Rinascimento fra Tre e Quattrocento: pianure argillose da cui emergono colline coniche con borghi fortificati in cima.

Il criterio vi è motivato dal fatto che quel paesaggio ispirò i pittori della scuola senese: è uno dei pochi siti italiani iscritti anche per l'influenza sull'arte.

I comuni compresi sono cinque, tutti in provincia di Siena: Castiglione d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia. Molte località che si chiamano Val d'Orcia nel parlato non stanno dentro il perimetro.

San Gimignano: 14 torri e un pass che si compra per forza

Il centro storico di San Gimignano è iscritto dal 1990 con i criteri i, iii e iv su appena 13,88 ettari. Delle circa 72 torri costruite fra XI e XIII secolo dalle famiglie mercantili ne restano 14.

Non si comprano biglietti singoli per i monumenti principali: c'è il San Gimignano Pass da 15 euro, 12 euro per i 6-17 anni, più 1 euro di prevendita, valido tre giorni (2026). Comprende il Complesso della Collegiata, Palazzo Comunale con Pinacoteca e Torre Grossa, il Complesso di Santa Chiara e la Chiesa di San Lorenzo in Ponte.

La Torre Grossa è l'unica torre salibile del paese, e ci si accede solo con quel pass.

Pienza: 4,41 ettari ridisegnati dal 1459

Il centro storico di Pienza è iscritto dal 1996 con i criteri i, ii e iv su soli 4,41 ettari: è il più piccolo dei siti UNESCO toscani. Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini, fece ridisegnare il suo borgo natale a partire dal 1459 dall'architetto Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, con circa 40 edifici costruiti o ricostruiti.

È la prima applicazione dei principi umanistici della città ideale rinascimentale. Si gira in un pomeriggio, ed è a mezz'ora da San Quirico e da Montalcino.

Il Chianti Classico è un confine, non uno stile

La zona di produzione del Chianti Classico copre 70.000 ettari fra le province di Firenze e Siena e comprende per intero Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti, e in parte Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa. Il marchio Gallo Nero è obbligatorio sulle bottiglie.

Il Chianti e il Chianti Classico sono due denominazioni diverse: solo la seconda copre quegli otto comuni. Se il viaggio è enologico, la differenza cambia le strade da fare.

Il Pecorino Toscano DOP è nel registro UE dal 2 luglio 1996, il Prosciutto Toscano DOP dal 21 giugno 1996 e il Lardo di Colonnata IGP dal 27 ottobre 2004.

Quanto costa dormire a Firenze

L'imposta di soggiorno fiorentina, rideterminata con la deliberazione di Giunta 535 del 10 dicembre 2024 ed efficace dal 1 febbraio 2025, va da 3,50 euro a persona per notte negli alberghi a 1 stella a 8 euro nei 5 stelle. B&B, affittacamere, case vacanze e locazioni turistiche pagano 6 euro, i campeggi 3,50, gli ostelli 4.

Si applica per un massimo di 7 pernottamenti consecutivi. Nel 2025 l'aumento di 50 centesimi ha riguardato solo l'extralberghiero con caratteristiche di civile abitazione e le locazioni turistiche.

Indice

FAQ

L'agriturismo in Toscana è una vacanza da italiani?

Meno di quanto si creda: in Toscana il 69% delle presenze negli agriturismi è di stranieri, contro il 54,8% della media nazionale. Chi cerca un agriturismo in luglio o agosto compete con un mercato internazionale, e i prezzi lo mostrano.

Quanto costa il San Gimignano Pass?

Quindici euro l'intero e 12 euro per i 6-17 anni, più 1 euro di prevendita, valido 3 giorni (2026). Comprende Collegiata, Palazzo Comunale con Pinacoteca e Torre Grossa, Santa Chiara e San Lorenzo in Ponte. Non ci sono biglietti singoli.

Quali comuni fanno parte della Val d'Orcia UNESCO?

Cinque, tutti in provincia di Siena: Castiglione d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia. Molte località che si chiamano Val d'Orcia nel parlato comune restano fuori dal perimetro iscritto nel 2004.

Quanto si paga di imposta di soggiorno a Firenze?

Da 3,50 euro a persona per notte negli alberghi a 1 stella a 8 euro nei 5 stelle, con 6 euro per B&B, affittacamere, case vacanze e locazioni turistiche, per un massimo di 7 pernottamenti consecutivi. Tariffe in vigore dal 1 febbraio 2025.

Il Chianti e il Chianti Classico sono la stessa cosa?

No. Il Chianti Classico è una zona precisa di 70.000 ettari fra le province di Firenze e Siena, con quattro comuni interi e quattro parziali, e si riconosce dal marchio Gallo Nero obbligatorio in bottiglia. Il Chianti è un'altra denominazione.

Fonti (12)

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Aggiornato il 2026-09-02