Vai al contenuto
MyItalia

DOCG, DOC e IGT: le denominazioni contate

L'Italia ha 79 vini DOCG, 332 DOC e 111 IGT nel 2026, cioè 522 denominazioni in tutto, e i totali che si leggono in giro sono quasi sempre diversi perché sommano categorie che il registro europeo tiene separate.

Tre gradini in italiano, due a Bruxelles

Due delle tre sigle che leggi in etichetta per l'Unione europea sono la stessa cosa: DOCG e DOC sono entrambe denominazioni di origine protetta, cioè DOP, mentre la IGT corrisponde all'indicazione geografica protetta, la IGP.

La DOCG è la menzione italiana più stretta e sta sopra la DOC dentro la stessa categoria DOP. La IGT copre zone più larghe e regole più larghe.

Niente di tutto questo è una promessa sul vino: il gradino descrive quanto stringe il disciplinare, non cosa c'è nel bicchiere.

Da dove vengono i conti, e quale dei due è più solido

Il ministero dell'agricoltura pubblica l'elenco alfabetico dei vini DOP italiani aggiornato al 27 marzo 2026, con 411 voci numerate: contandole una per una, 79 portano la menzione DOCG, e restano 332 DOC.

Il numero delle IGT è più facile, perché il ministero lo dichiara a parole sulla propria pagina, 111 disciplinari IGP, ed è confermato sia dalla numerazione dell'elenco del 19 maggio 2026 sia dal registro europeo eAmbrosia.

Quindi 522 è la somma di 411 DOP e 111 IGP, ed è la parte solida. La divisione interna fra DOCG e DOC è un conteggio che abbiamo fatto noi, perché il ministero dichiara il totale ma non la ripartizione.

Perché tante guide scrivono ancora 76 o 77

Parecchie pagine stampano ancora 76 o 77 vini DOCG: era vero qualche anno fa, l'elenco è cresciuto e un articolo che non porta la data del conteggio sta citando un file superato.

La regola pratica è semplice: un totale DOCG senza data della fonte non si usa. E un totale che somma DOP e IGP in una cifra unica, 411 o 522, senza dire quale delle due sta mostrando, si usa ancora meno.

Sedici regioni con una DOCG, quattro senza

Sedici regioni italiane su venti hanno almeno un vino DOCG nel 2026, e le quattro che non ne hanno sono Valle d'Aosta, Liguria, Trentino-Alto Adige e Molise.

Il Trentino-Alto Adige è quello che spiazza: produce a livello DOC senza avere una sola DOCG, il che dice come sono state disegnate le sue denominazioni e non come lavorano le sue cantine.

La Calabria è entrata nel gruppo con il Cirò Classico, e l'Abruzzo oggi ne ha tre: Casauria, Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo e Terre Tollesi, chiamato anche Tullum.

Chi comanda in ciascuna categoria

Il Piemonte ha 19 DOCG, più di ogni altra regione, davanti al Veneto con 14 e alla Toscana con 11: quelle tre insieme valgono oltre metà dei 79.

Sulle DOC la classifica cambia. Piemonte e Toscana sono appaiate a 41 denominazioni ciascuna, poi Veneto con 29, Puglia con 28 e Lazio con 27.

Sulle IGT la tabella si rovescia del tutto: Lombardia e Sardegna guidano con 15 ciascuna, mentre Piemonte e Valle d'Aosta stanno a zero, perché lì ogni vino a indicazione geografica è classificato come DOC o DOCG. Un vino piemontese o ha una denominazione o non ha niente.

Cosa ti dice davvero la sigla in etichetta

Le tre lettere dicono quale disciplinare ha firmato il produttore: quali uve, quali rese, quale affinamento minimo, quale zona. Non ordinano i produttori in classifica.

Quello che il gradino predice è la costanza e la tracciabilità, che conta soprattutto quando compri una bottiglia che non puoi assaggiare prima. Il quadro completo dei nomi protetti sta in DOP e IGP, e la regione con più DOCG in Piemonte.

Indice

FAQ

Quanti vini DOCG ci sono in Italia?

79 nel 2026, contati riga per riga sull'elenco ufficiale dei vini DOP del ministero dell'agricoltura aggiornato al 27 marzo 2026. Le fonti più vecchie dicono ancora 76 o 77, ed è per questo che i totali pubblicati in giro non coincidono.

Che differenza c'è fra DOCG, DOC e IGT?

Per l'Unione europea DOCG e DOC sono la stessa cosa, cioè DOP, e la IGT corrisponde alla IGP. La DOCG è la menzione italiana più stretta. Cambia quanto è rigido il disciplinare, non automaticamente cosa c'è nel bicchiere.

Quali regioni non hanno nessun vino DOCG?

Quattro: Valle d'Aosta, Liguria, Trentino-Alto Adige e Molise. Le altre sedici ne hanno almeno una. La Calabria è entrata nel gruppo con il Cirò Classico e l'Abruzzo oggi ne ha tre, fra cui il Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo.

Perché Piemonte e Valle d'Aosta non hanno vini IGT?

Perché tutta la loro produzione a indicazione geografica è inquadrata come DOC o DOCG. Sono le uniche due regioni a quota zero nel 2026, mentre Lombardia e Sardegna guidano la categoria con 15 IGT ciascuna sulle 111 nazionali.

Una DOCG è meglio di una DOC?

È un gradino più stretto di disciplinare, non un voto. Sulle 332 DOC italiane guidano Piemonte e Toscana con 41 ciascuna, e un produttore attento in DOC batte regolarmente un produttore distratto in DOCG. La sigla dice le regole firmate, non la mano.