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Il coperto non è una mancia, ed è un'altra cosa

La mancia in Italia è una liberalità volontaria con una definizione di legge, il coperto è una componente di prezzo senza nessuna norma nazionale, e nel Lazio il coperto è vietato per legge regionale.

La mancia ha una definizione, e dice che è volontaria

L'articolo 1, commi da 58 a 62 della legge 197 del 29 dicembre 2022 definisce la mancia come somma destinata dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità, e la tassa come reddito di lavoro dipendente con imposta sostitutiva agevolata.

La norma riguarda le strutture ricettive e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, e l'Agenzia delle Entrate ne ha spiegato l'applicazione con la circolare 26/E del 29 agosto 2023.

La conseguenza è breve: nulla nella legge italiana rende dovuta una mancia, e nulla rende obbligatorio un addebito di servizio. Volontaria vuol dire volontaria.

Il coperto non ha una legge nazionale, né a favore né contro

Nessuna legge statale disciplina il coperto: non è vietato e non è regolato a livello nazionale, ed è l'unica riga del conto in questa condizione.

Quello che vige è l'obbligo di trasparenza. Ogni componente di prezzo, coperto e servizio compresi, deve essere resa nota al cliente prima dell'ordinazione, tramite la tabella o il listino esposti.

È la regola da tenere a mente quando la discussione si accende. La domanda giusta non è se il coperto sia ammesso, ma se fosse scritto prima che tu ti sedessi.

Nel Lazio è vietato, e Roma è nel Lazio

L'articolo 16, comma 3 della legge regionale del Lazio 21 del 29 novembre 2006 vieta espressamente di applicare costi aggiuntivi per il coperto.

Lo stesso articolo consente al locale di indicare una componente di servizio, purché in modo chiaro e comprensibile. Il comma 2 va oltre per le formule a prezzo fisso: niente costi aggiuntivi per servizio, coperto, bevande o altro non compreso nell'offerta pubblicizzata.

Quindi a Roma una riga "coperto" sul conto non è una consuetudine che non hai capito: è un addebito che la Regione ha vietato. È una conversazione diversa da quella sulla mancia, e si fa alla cassa citando l'articolo.

Perché circolano quattro risposte diverse

Tre cose vengono confuse in una: la mancia, volontaria e definita a livello nazionale; il coperto, componente di prezzo senza norma statale; il servizio, parte del prezzo che va dichiarata.

Aggiungi il quarto strato, cioè la legge regionale, e ottieni le contraddizioni. Chi scrive da Roma dice che il coperto è illegale, chi scrive da Firenze dice che è normale e costa due euro. Stanno descrivendo due conti diversi, e nessuno dei due sbaglia sul proprio.

Non esiste una risposta unica perché l'Italia legifera questa materia su due livelli e uno solo dei due è nazionale.

L'unica voce extra con una base statale chiara

L'imposta di soggiorno è l'eccezione: la istituisce l'articolo 4 del d.lgs. 23 del 14 marzo 2011, con un tetto ordinario di 5 euro a pernottamento, superabile nei comuni con presenze turistiche molto superiori alla popolazione residente.

Il confronto è utile perché mostra la differenza. Per l'imposta di soggiorno c'è una norma nazionale che dice chi può applicarla, entro quale limite e con quale criterio; per il coperto non c'è niente di tutto questo.

Sul conto di un albergo le due voci convivono e vengono spesso confuse. L'imposta di soggiorno si paga al comune tramite la struttura, non resta a chi ti ha servito.

Cosa fare in pratica, in cinque secondi

Leggi il listino prima di ordinare e cerca le parole coperto e servizio. Se sei nel Lazio e la prima compare sul conto, dillo alla cassa.

Poi c'è il gesto separato di lasciare qualcosa sul tavolo, che la legge del 2022 definisce volontario e che in Italia nessuno calcola in percentuale. Non esiste una statistica ufficiale su cosa lasciano gli italiani, quindi qui non ne trovi una.

Il quadro completo con gli esempi di conto sta nella pagina su mance e coperto; l'imposta di soggiorno città per città in quella sull'imposta di soggiorno.

Indice

FAQ

Il coperto è legale a Roma?

No. Nel Lazio l'articolo 16 comma 3 della legge regionale 21 del 29 novembre 2006 vieta espressamente di applicare costi aggiuntivi per il coperto. Il locale può indicare una componente di servizio, purché in modo chiaro e comprensibile, ma il coperto no.

Il coperto è regolato da una legge nazionale?

No, e questa è la radice della confusione. Non esiste una norma statale che lo vieti o lo disciplini: quello che vige è l'obbligo di rendere noto ogni componente di prezzo al cliente prima dell'ordinazione, tramite tabella o listino.

La mancia in Italia è obbligatoria?

No. L'articolo 1, commi da 58 a 62 della legge 197 del 29 dicembre 2022 la definisce una somma destinata dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità e la tassa con imposta sostitutiva agevolata. Nessuna legge rende dovuta una percentuale di servizio.

Quanto costa in media il coperto in Italia?

Non esiste un dato ufficiale: nessun ente pubblica una media e nessuna legge fissa un tetto, perché la materia non è regolata a livello statale. L'unico numero affidabile è quello scritto sul listino che hai davanti prima di ordinare.

L'imposta di soggiorno è come il coperto?

No, ha una legge sua: l'articolo 4 del d.lgs. 23 del 14 marzo 2011, con un tetto ordinario di 5 euro a pernottamento, elevabile nei comuni con presenze turistiche molto superiori alla popolazione residente. È l'unica voce extra del conto con una base nazionale chiara.

Fonti (4)

  1. 1Agenzia delle Entrate · da ricontrollare entro il 2027-12-31
  2. 2Consiglio regionale del Lazio - L.R. 29 novembre 2006, n. 21, art. 16 · da ricontrollare entro il 2028-12-31
  3. 3Consiglio regionale del Lazio (testo coordinato vigente) · da ricontrollare entro il 2028-12-31
  4. 45Comune di Firenze - Deliberazione di Giunta DG/2024/00535; Comune di Firenze · da ricontrollare entro il 2027-12-31

Aggiornato il 2026-09-03