Il Veneto conta nove beni del patrimonio mondiale nel 2026, tre dei quali condivisi con altre regioni, e una sola provincia, Belluno, ne tiene cinque dei nove sistemi montuosi che compongono le Dolomiti.
I nove, e i tre che sono in comune
La lista veneta va da Venezia e la sua laguna, riferimento 3941, nel 1987, passando per Vicenza con le ville palladiane, 7121, nel 1994, l'Orto botanico di Padova, 8241, nel 1997, la città di Verona, 7971, nel 2000, le Dolomiti, 12371, nel 2009, i siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino, 13631, nel 2011, le opere di difesa veneziane, 15331, nel 2017, le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, 15711, nel 2019, e i cicli affrescati del Trecento a Padova, 16231, nel 2021.
Tre di quei nove sono transregionali: le Dolomiti, le palafitte e le difese veneziane. Gli altri sei sono soltanto veneti.
Nove è il tipo di numero che finisce nelle classifiche. Quello che descrive davvero è una regione che ha dentro una laguna, una catena montuosa e quattro città in lista.
Le Dolomiti: nove sistemi, quattro amministrazioni
Le Dolomiti sono state iscritte il 26 giugno 2009 nella sessione di Siviglia come bene naturale seriale di nove sistemi, distribuiti fra il Veneto nella provincia di Belluno, il Friuli-Venezia Giulia fra Pordenone e Udine, e le province autonome di Bolzano e Trento.
Gestire un bene diviso così ha richiesto un organismo apposta. Il 13 maggio 2010 le province e le regioni coinvolte hanno costituito la Fondazione Dolomiti UNESCO, che porta quattro lingue nel nome.
La superficie totale non è pubblicata sulle pagine ufficiali che siamo riusciti ad aprire, e la scheda UNESCO risponde 4032 sia al browser sia alla riga di comando: qui quindi non compare nessun dato di area.
Cinque sistemi in una provincia sola
Cinque dei nove sistemi dolomitici ricadono in Veneto, e tutti e cinque stanno in provincia di Belluno: Pelmo-Croda da Lago, Marmolada, due porzioni di Pale-Dolomiti Bellunesi e le Dolomiti Friulane.
È il motivo per cui il Veneto ha la quota maggiore del bene dolomitico, ed è anche il motivo per cui un weekend in Dolomiti partendo da Venezia non è la deviazione che sembra sulla carta.
La nomenclatura varia un po' fra le fonti, con Pale di San Martino e Dolomiti Bellunesi che compaiono in combinazioni diverse. La versione qui è quella usata dalla Regione del Veneto.
Le colline del Prosecco, iscritte per come si coltivano
Le colline di Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso, sono iscritte dal 2019 come paesaggio culturale, il che vuol dire che il patrimonio è il modo di coltivare.
L'elemento distintivo sono i ciglioni: piccoli vigneti su strette terrazze erbose senza muri a secco, alternati a boschi, siepi, corridoi arborei e borghi sparsi. È un mosaico e non una monocoltura, ed è il mosaico la cosa iscritta.
Alla stessa cosa appartiene la bellussera: sistema di allevamento ideato dai fratelli Bellussi a fine Ottocento contro la peronospora, con pali di legno alti 3-4 metri e fili incrociati che disegnano un nido d'ape sul pendio, visibile dall'alto.
Il numero di comuni del bene e la superficie iscritta non sono pubblicati sulle pagine ufficiali, quindi non ci sono. Il resto sta in Veneto, sulle Dolomiti e nelle ville palladiane.
FAQ
Quanti siti UNESCO ci sono in Veneto?
Quando sono state iscritte le Dolomiti?
Quanta parte delle Dolomiti sta in Veneto?
Cosa sono i ciglioni delle colline del Prosecco?
Cos'è la bellussera?
Fonti (4)
- 19 · 3UNESCO World Heritage Centre; Ministero della Cultura - Ufficio UNESCO; Wikidata (query SPARQL su P1435=Q9259, P17=Q38, P757, P131) · da ricontrollare entro il 2027-08-31
- 29Regione del Veneto; Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO · da ricontrollare entro il 2029-12-31
- 35Regione del Veneto · da ricontrollare entro il 2029-12-31
- 4Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO; Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene · da ricontrollare entro il 2029-12-31
Aggiornato il 2026-09-03
