Dentro Aosta, sei metri sotto il piano stradale, c'è un santuario preistorico di circa 10.0001 metri quadrati frequentato dalla fine del V millennio a.C. all'antica età del Bronzo.
Sei metri sotto il livello della strada
Sei metri è la profondità a cui sta il piano di calpestio preistorico di Saint-Martin-de-Corléans, un quartiere residenziale di Aosta come ce ne sono in ogni capoluogo, con le case costruite sopra.
L'area scavata è di circa 10.0001 metri quadrati. Non è una tomba isolata né un menhir sopravvissuto in mezzo a un prato: è un intero luogo di culto con stele antropomorfe, pozzetti rituali, allineamenti di pali lignei e tombe dolmeniche e a cista, lasciati dove sono stati trovati.
La frequentazione va dagli ultimi secoli del V millennio a.C. all'antica età del Bronzo, con riprese in epoca romana e nel medioevo. Sono millenni di uso continuativo dello stesso pezzo di terra, che è il motivo per cui il sito conta più di quanto la sua fama suggerisca.
Un edificio costruito per non toccare lo scavo
9.8201 metri quadrati è la superficie del fabbricato che copre l'area, con una campata libera di 46,51 metri. Quel numero è la parte tecnica interessante: significa che dentro l'area di scavo non scende nessun sostegno verticale.
Il museo è stato inaugurato il 24 giugno 2016, ha riaperto nel novembre 2023 dopo un secondo cantiere e dal febbraio 2025 si chiama MegaMuseo. Il cambio di nome è recente abbastanza da confondere chi cerca informazioni con la vecchia dicitura.
Con quella campata il santuario si osserva dall'alto invece che dal livello del terreno, ed è l'unico modo per leggerne la pianta: da dentro, uno scavo di 10.0001 metri quadrati non si capisce.
Il prezzo non è pubblicato in una pagina consultabile
Il gestore non espone il listino in una pagina indicizzabile: orari e tariffe vanno verificati su valledaostaheritage.com prima di mettersi in macchina. È un'assenza fastidiosa per un museo civico di questa importanza.
Vale la stessa avvertenza per i giorni di chiusura. Se stai organizzando una giornata ad Aosta con bambini, chiama prima: l'area megalitica non è il tipo di visita che si improvvisa in mezz'ora e non è nemmeno la prima cosa che i cartelli in città ti indicano.
Sopra c'è una città romana intera
414.1282 metri quadrati è la superficie che la cinta muraria romana di Augusta Praetoria Salassorum racchiudeva, con quattro porte, dalla fondazione del 25 a.C.
Dentro quel rettangolo si cammina ancora oggi. Restano in piedi la Porta Praetoria, il teatro romano, il criptoportico forense e il ponte, e la fonte istituzionale segnala Aosta come la città italiana con il maggior numero di resti romani ancora visibili dopo Roma, formula divulgativa che vale la pena prendere con cautela.
L'Arco di Augusto è dello stesso anno, il 25 a.C., eretto per la vittoria sui Salassi guidata da Aulo Terenzio Varrone Murena. Il fornice è alto 11,403 metri sotto la chiave di volta e mette insieme dieci semicolonne con capitelli corinzi e una trabeazione dorica con metope e triglifi, cioè due ordini che di norma non si mescolano.
Due strati che nessuno mette nello stesso itinerario
Lo stesso comune ha un santuario del V millennio a.C. e una città fondata nel 25 a.C., e le due cose stanno a poche centinaia di metri l'una dall'altra. Non esiste un biglietto unico che le tenga insieme, e nemmeno un percorso segnalato.
Il modo più efficiente di girarle è al contrario di come si fa di solito: prima l'area megalitica, la mattina, quando c'è meno gente e si legge meglio la pianta dall'alto, poi il centro romano nel pomeriggio, che è all'aperto e non chiude.
Il resto di quello che Aosta ha, e il contesto della Valle d'Aosta, che è una delle due sole regioni italiane senza un sito del Patrimonio Mondiale, stanno nelle rispettive pagine.
