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Le vie erbose: il tratturo entra in una città romana

A Sepino il tratturo Pescasseroli-Candela attraversa l'area archeologica romana di Altilia-Saepinum: la città nacque all'incrocio fra la via erbosa e la strada che scendeva dal Matese.

Una strada d'erba dentro un sito archeologico

Il tratturo Pescasseroli-Candela è una delle grandi vie erbose della transumanza, e passa dentro l'area archeologica di Altilia-Saepinum, a Sepino. Non ci passa accanto: ci passa dentro, ed è la direttrice su cui la città romana fu impostata.

L'altro asse è la strada che dal massiccio del Matese scendeva verso la piana del Tammaro. L'incrocio fra i due determinò la fondazione e l'impianto urbano, cioè la posizione del foro e l'orientamento delle strade.

È un caso raro di leggibilità. In genere l'antico si intuisce, qui la ragione per cui una città sta in quel punto la vedi camminando: due percorsi che si incontrano in un fondovalle.

Cosa vedi a Saepinum, e quanto costa

Dal 1 marzo 2026 l'ingresso ad Altilia è temporaneamente gratuito per i lavori in corso, contro una tariffa ordinaria di 10 euro l'intero e 2 euro il ridotto per i 18-25 anni, gratis sotto i 18 e con card annuale a 20 euro.

L'orario è tutti i giorni 8:15-19:15, ultimo ingresso mezz'ora prima. Dentro ci sono il foro, la basilica, il teatro, le mura con le torri e quattro porte urbiche, fra cui Porta Bojano e Porta Terravecchia.

La gratuità è per definizione provvisoria e finirà con i lavori, quindi va riverificata. Nel frattempo è la combinazione migliore che il Molise offra a chi arriva senza programma: un sito romano quasi intero, aperto tutti i giorni, a costo zero.

Perché la transumanza è patrimonio dell'umanità

L'iscrizione è del 2019, nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale, su candidatura congiunta di Italia, Austria e Grecia. Nel 2023 è stata estesa fino a comprendere dieci Stati.

I paesi aggiunti nel 2023 sono Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna. Il bene iscritto è la pratica, cioè la migrazione stagionale del bestiame lungo le vie migratorie nel Mediterraneo e nelle Alpi, non i tracciati in quanto tali.

La distinzione conta. La scheda UNESCO non nomina il Molise né i tratturi, e nessuna fonte ufficiale quantifica quanti chilometri di rete tratturale sopravvivano in ciascuna regione: attribuire all'UNESCO affermazioni su una singola regione italiana è scorretto.

L'Abruzzo e il Tratturo Magno

Il Tratturo Magno collegava L'Aquila a Foggia e il suo terminale settentrionale stava a ridosso della basilica di Collemaggio, dentro quella che oggi è la città dell'Aquila.

È l'informazione che rende concreta la scala del sistema: una via erbosa che parte da una basilica in una città capoluogo e arriva in Capitanata, attraversando l'Appennino.

Le lunghezze in chilometri dei singoli tratturi non risultano verificate su fonte ufficiale e qui non compaiono. È un buco fastidioso, perché è il primo numero che chiunque cerchi.

Come si cammina davvero su un tratturo

Un tratturo non è un sentiero segnato come quelli di montagna: è una fascia erbosa larga, in parte inglobata in strade asfaltate, in parte ridotta a carrareccia, in parte scomparsa sotto i coltivi.

Chi vuole percorrerne un tratto deve quindi partire da un punto documentato e non da una linea vista su una mappa storica. Saepinum è uno di questi punti: il tratto dentro e attorno all'area archeologica è leggibile senza bisogno di guida.

Da lì il resto della rete molisana si esplora meglio in auto, fermandosi ai punti dove il tracciato è riconoscibile. La scheda del sito sta nella pagina su Saepinum, il contesto regionale in quella sul Molise.

Perché non è archeologia industriale della pastorizia

La transumanza è una pratica viva in diverse aree appenniniche e alpine, con greggi che ancora si spostano, e l'iscrizione del 2019 riconosce due tipologie: quella orizzontale delle regioni pianeggianti e quella verticale delle aree montane.

Il valore riconosciuto non è nostalgico. È un sistema di gestione del pascolo che ha prodotto strade, diritti d'uso, dogane e città, e Saepinum è uno dei posti in cui quella catena si legge tutta insieme.

Indice

FAQ

Cos'è un tratturo?

Una via erbosa della transumanza, larga e non asfaltata, usata per spostare le greggi fra la montagna e la pianura. Il Pescasseroli-Candela è uno dei grandi tratturi appenninici e attraversa l'area archeologica romana di Altilia-Saepinum, a Sepino.

Quanto costa entrare a Saepinum?

Dal 1 marzo 2026 l'ingresso è temporaneamente gratuito per i lavori in corso. La tariffa ordinaria è 10 euro l'intero e 2 euro il ridotto per i 18-25 anni, gratis sotto i 18, con card annuale a 20 euro. La gratuità è provvisoria.

Che orari fa l'area archeologica di Altilia?

Tutti i giorni dalle 8:15 alle 19:15, con ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura. Il sito ha quattro porte urbiche, fra cui Porta Bojano e Porta Terravecchia, e conserva foro, basilica, teatro, mura e torri.

La transumanza è patrimonio UNESCO?

Sì, dal 2019, nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale, su candidatura di Italia, Austria e Grecia. Nel 2023 l'iscrizione è stata estesa a dieci Stati, con l'aggiunta di Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna.

Quanto sono lunghi i tratturi?

Le lunghezze in chilometri non risultano verificate su una fonte ufficiale e qui non compaiono. Della rete abruzzese è documentato il Tratturo Magno, che collegava L'Aquila a Foggia e aveva il terminale settentrionale a ridosso della basilica di Collemaggio.