Vai al contenuto
MyItalia

I Sassi furono sgomberati per legge nel 1952

Lo svuotamento dei Sassi di Matera non è stato un abbandono spontaneo: lo ordinò la legge 619 del 17 maggio 1952, che dichiarò inabitabili quei rioni e finanziò il trasferimento degli abitanti.

Una legge con un titolo che dice tutto

"Risanamento dei rioni dei Sassi nell'abitato del comune di Matera" è il titolo della legge 17 maggio 1952 numero 619. Non parla di tutela, parla di risanamento, che nel lessico dell'epoca vuol dire togliere le persone da lì.

L'articolo 7 è il congegno operativo: regola la dichiarazione di inabitabilità e lo sgombero entro termini fissati dal sindaco. Non era una raccomandazione, era un ordine con una scadenza.

L'articolo 14 è il contrappeso: consente agli assegnatari di comprare il nuovo alloggio con rate trentacinquennali. Trentacinque anni di rate sono la misura di quanto il legislatore considerasse definitivo quel trasferimento.

Quanto costò, in lire del 1952

700 milioni di lire per espropri e opere pubbliche fra il 1951 e il 1955, e 4.500 milioni per gli alloggi popolari fra il 1951 e il 1957.

Il rapporto fra le due cifre dice qual era la priorità: per ogni lira spesa a togliere, se ne spendevano più di sei a costruire altrove. Nacquero così i quartieri nuovi ai margini della città, che sono la parte di Matera che i visitatori non guardano mai.

I Sassi restarono vuoti per decenni e cominciarono a ripopolarsi solo a partire dagli anni Ottanta, con un percorso lento fatto di recuperi privati e di norme successive.

Il numero che non trovi qui

La cifra di circa 17.000 persone trasferite, cioè due terzi della città, si legge quasi ovunque. Non compare nel testo di legge e non l'abbiamo verificata su una fonte primaria, quindi non la trovi in questa pagina.

È una scelta che ha un costo narrativo, perché quel numero è esattamente ciò che rende impressionante la vicenda. Ma un dato senza fonte non diventa vero perché lo ripetono in molti, e su una pagina che parla di una legge conviene restare al testo della legge.

Chi vuole quel numero lo cerchi negli atti dell'Ufficio per il risanamento o negli studi demografici del periodo. Se lo trova con la fonte, vale.

Quarant'anni dopo, lo stesso posto entra nella lista UNESCO

1993 è l'anno in cui I Sassi e il parco delle Chiese rupestri di Matera entrano nella Lista del Patrimonio Mondiale, con i criteri culturali iii, iv e v.

L'area tutelata è più grande dell'abitato: 1.016 ettari di core zone e 4.365 ettari di buffer zone, che comprendono la gravina e l'altopiano murgico di fronte, cioè il contesto in cui quelle case avevano senso.

La distanza fra i due atti è di quarantuno anni. Lo stesso Stato che nel 1952 aveva dichiarato quel tessuto inabitabile lo ha poi candidato come esempio di adattamento umano a un ambiente difficile, ed è la contraddizione che rende Matera un caso di studio più che una cartolina.

Cosa vedi oggi camminando nei Sassi

I Sassi non sono un centro storico normale e non sono un museo a cielo aperto: sono un quartiere reale, con residenti, alberghi diffusi, ristoranti e case ancora vuote, tutti nello stesso vicolo.

Si gira solo a piedi e si scende e si risale parecchio, quindi servono scarpe che tengano. La differenza fra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso si coglie in mezza giornata; sotto quel tempo si finisce per fare il giro dei belvedere e basta.

Il quadro completo, con orari e regole di accesso, sta nella pagina sui Sassi e in quella su Matera. Come ci si arriva senza auto è un problema a parte, raccontato nella storia sul capoluogo senza ferrovia nazionale.

Perché il 2019 conta ancora

Matera è stata designata alla fine del 2014 Capitale europea della cultura per il 2019, prima città del Mezzogiorno a ottenere il titolo, con finanziamenti dedicati arrivati con provvedimenti statali successivi.

L'effetto non si è esaurito con l'anno. La ricettività è cresciuta, i prezzi si sono allineati a quelli delle città d'arte e la stagione si è allungata verso i mesi freddi, che oggi sono il periodo più ragionevole per andarci.

Chi cerca i Sassi vuoti di gente li trova a gennaio e a febbraio, con il vento della Murgia e mezza città in cantiere. Ad agosto trova il contrario.

Indice

FAQ

Perché i Sassi di Matera furono abbandonati?

Per una legge dello Stato: la 619 del 17 maggio 1952, intitolata al risanamento dei rioni dei Sassi, che impose lo sgombero delle zone dichiarate inabitabili e finanziò il trasferimento degli abitanti in alloggi popolari costruiti altrove.

Quanto stanziò la legge del 1952?

Settecento milioni di lire per espropri e opere pubbliche fra il 1951 e il 1955 e 4.500 milioni per gli alloggi popolari fra il 1951 e il 1957. L'articolo 14 consentiva agli assegnatari di comprare l'alloggio con rate trentacinquennali.

Quante persone furono trasferite dai Sassi?

Il numero non risulta nel testo della legge 619 del 1952 e qui non compare. La cifra che circola più spesso viene dalla stampa e da siti divulgativi, non da una fonte primaria: restano il meccanismo della legge e i due stanziamenti.

Da quando i Sassi sono patrimonio UNESCO?

Dal 1993, con i criteri culturali iii, iv e v. Il sito ufficiale si chiama I Sassi e il parco delle Chiese rupestri di Matera e copre 1.016 ettari di core zone più 4.365 ettari di buffer zone, quindi molto più del solo abitato.

Cosa è cambiato con il 2019?

Matera è stata designata alla fine del 2014 Capitale europea della cultura per il 2019, prima città del Mezzogiorno a ottenere il titolo, e ha ricevuto finanziamenti dedicati con provvedimenti statali successivi alla designazione.

Fonti (3)

  1. 1700.000.000 · 4.500.000.000Edizioni Europee (testo integrale della L. 619/1952) · da ricontrollare entro il 2099-12-31
  2. 21016 · 4365Ministero della Cultura - Ufficio UNESCO · da ricontrollare entro il 2099-12-31
  3. 3Camera dei Deputati - documentazione parlamentare · da ricontrollare entro il 2099-12-31

Aggiornato il 2026-09-03