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Campi Flegrei: giallo, secondo di quattro livelli

I Campi Flegrei sono in livello di allerta giallo con fase operativa di attenzione, fissata con decreto il 30 ottobre 2025 e confermata dal Dipartimento della Protezione Civile il 4 novembre 2025.

Il giallo è un livello, non un avviso

Il sistema nazionale di allerta vulcanica ha quattro gradini, verde, giallo, arancione e rosso: il verde corrisponde all'attività ordinaria del vulcano e i tre sopra segnano stadi crescenti di disequilibrio verso una possibile eruzione.

Il giallo ai Campi Flegrei vuol dire medio disequilibrio, secondo gradino, fase operativa di attenzione. È in vigore dal 2012 e nel 2025 è stato ridefinito dentro un aggiornamento condiviso con l'INGV e la Regione Campania.

Un livello che dura da quattordici anni descrive uno stato, non un fatto di cronaca. Chi legge un titolo sul giallo e capisce che è successo qualcosa ieri sta leggendo male il documento.

La fase 2 obbliga a tre cose, tutte amministrative

La fase di attenzione comporta tre adempimenti: rafforzamento del monitoraggio, verifica delle misure operative di protezione civile e prevenzione non strutturale con formazione, informazione ed esercitazioni.

Nessuno dei tre è una limitazione per chi arriva e nessuno è una previsione. Se leggi che è stata attivata una fase e ti aspetti una strada chiusa, stai leggendo il tipo di documento sbagliato.

Alla Solfatara, nel porto di Pozzuoli, a Baia e intorno al lago d'Averno l'attività che si vede è la stessa che gli strumenti registrano da prima che il livello fosse fissato.

Dove stanno i numeri di oggi

Il monitoraggio è dell'INGV, sezione di Napoli, che pubblica quattro prodotti: il bollettino mensile di sorveglianza, il bollettino settimanale dedicato ai Campi Flegrei, i bollettini web e i comunicati VONA per l'aviazione, tutti su ov.ingv.it.

La stessa sezione segue anche il Vesuvio e Ischia. A livello nazionale il servizio di sorveglianza INGV tiene sotto controllo otto vulcani: Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia da Napoli, Etna, Stromboli, Vulcano e Pantelleria dall'Osservatorio Etneo di Catania, Colli Albani dall'Osservatorio Nazionale Terremoti.

La divisione dei compiti conviene averla chiara prima di aprire un giornale: l'INGV misura, il Dipartimento della Protezione Civile fissa il livello su parere dei centri di competenza. Una pagina che cita uno dei due e non l'altro sta citando metà del sistema.

Una caldera, non un cono

I Campi Flegrei sono una caldera attiva da oltre 110.000 anni, l'ultima eruzione è del 1538 con la formazione del Monte Nuovo e negli ultimi 5.500 anni se ne contano oltre 27.

Il bradisismo, cioè il movimento verticale lento del suolo, ha prodotto crisi di sollevamento nel 1970-1972 e nel 1982-1984, fino a circa 3,5 metri a Pozzuoli, e dal 2005 è in corso un nuovo sollevamento costante.

La deformazione del suolo è quello che gli strumenti guardano. Non è un precursore automatico di eruzione, e la distinzione è tutto l'argomento.

L'Etna e lo Stromboli eruttano, qui no

In Italia i vulcani a condotto aperto e attività persistente sono due, l'Etna e lo Stromboli, e i Campi Flegrei non sono fra questi.

La differenza conta più di quanto sembri. Un sistema che sfiata di continuo non accumula pressione come uno chiuso, e i vulcani che impegnano di più chi pianifica sono quelli silenziosi.

Per questo qui il tema è il bollettino e non lo spettacolo: non c'è un cratere in eruzione da guardare, c'è una piana abitata con gli strumenti sopra. Il quadro nazionale sta su i vulcani italiani e la parte operativa su rischio vulcanico.

Le zone sono piani di evacuazione, non mappe del rischio

La zona rossa del piano nazionale, cioè l'area di evacuazione preventiva, conta circa 500.000 residenti, mentre la zona gialla esposta alla ricaduta di cenere ne conta oltre 800.000.

La rossa prende per intero Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, in parte Giugliano in Campania e Marano di Napoli, più quartieri di Napoli come Soccavo, Pianura, Bagnoli e Fuorigrotta. La gialla aggiunge Villaricca, Calvizzano, Mugnano di Napoli, Melito di Napoli e Casavatore e 24 quartieri napoletani.

Quei confini esistono perché un'evacuazione si possa organizzare: descrivono uno scenario di pianificazione e non dicono niente sulla probabilità. Leggere una mappa delle zone come una mappa del rischio è l'errore più comune su questo materiale. Il resto della zona sta su Napoli, Vesuvio e Campania.

Indice

FAQ

A che livello di allerta sono i Campi Flegrei adesso?

Giallo, con fase operativa di attenzione: livello fissato con decreto il 30 ottobre 2025 e confermato dal Dipartimento della Protezione Civile il 4 novembre 2025, dopo la Commissione Grandi Rischi. Il giallo è il secondo dei quattro livelli nazionali ed è in vigore dal 2012.

Si può andare a Pozzuoli con l'allerta gialla?

L'area è aperta e abitata, e il giallo ci sta dal 2012. Significa medio disequilibrio del vulcano, non eruzione imminente: gli adempimenti della fase 2 sono amministrativi, cioè più monitoraggio, verifica delle misure di protezione civile, formazione ed esercitazioni.

Dove leggo il bollettino aggiornato dei Campi Flegrei?

Su ov.ingv.it, il sito dell'Osservatorio Vesuviano, che pubblica quattro prodotti: bollettino mensile di sorveglianza, bollettino settimanale dedicato ai Campi Flegrei, bollettini web e comunicati VONA per l'aviazione. Il livello di allerta invece lo fissa il Dipartimento della Protezione Civile, non l'INGV.

Quante persone vivono dentro la zona rossa flegrea?

Circa 500.000. La zona rossa è l'area di evacuazione preventiva e comprende per intero Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, in parte Giugliano in Campania e Marano di Napoli, più diversi quartieri di Napoli. La zona gialla, esposta alla cenere, supera gli 800.000 residenti.

Il bradisismo vuol dire che sta per eruttare?

No. Il sollevamento del suolo è quello che gli strumenti misurano, non un precursore automatico di eruzione. A Pozzuoli le crisi del 1970-1972 e del 1982-1984 arrivarono a circa 3,5 metri, e dal 2005 è in corso un nuovo sollevamento costante.

Fonti (8)

  1. 1Dipartimento della Protezione Civile; doc 2 · da ricontrollare entro il 2027-03-31
  2. 2Dipartimento della Protezione Civile · da ricontrollare entro il 2026-12-31
  3. 3Dipartimento della Protezione Civile; doc 2 · da ricontrollare entro il 2029-12-31
  4. 4INGV · da ricontrollare entro il 2028-12-31
  5. 5Dipartimento della Protezione Civile · da ricontrollare entro il 2029-12-31
  6. 6INGV - Osservatorio Vesuviano · da ricontrollare entro il 2028-12-31
  7. 7500.000 · 24Dipartimento della Protezione Civile · da ricontrollare entro il 2027-12-31
  8. 8110.000 · 1538 · 3,5INGV - Osservatorio Vesuviano; Dipartimento della Protezione Civile · da ricontrollare entro il 2028-12-31

Aggiornato il 2026-09-03