Sì: fra il 2020 e il 2022 l'acqua di rubinetto in Italia è risultata conforme ai parametri sanitari nel 99,1%1 dei casi e ai parametri indicatori nel 98,4%1, su oltre 2,5 milioni di analisi (Istituto Superiore di Sanità, 2024).
Da dove viene il 99,1%
Il dato è del primo rapporto del Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque (CeNSiA) dell'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato nel luglio 2024. Mette insieme oltre 2,5 milioni di analisi di 18 Regioni e Province autonome, che coprono più del 90% della popolazione.
Tutte le regioni stanno sopra il 95%, e le migliori sono Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Il 99,1%1 riguarda i parametri sanitari, microbiologici e chimici; i parametri indicatori, che segnalano la qualità del servizio più che il rischio, passano nel 98,4%1 dei casi.
Meno di 1 analisi su 100, e quasi sempre locale
Sui parametri sanitari fallisce meno di 1 analisi su 1001, e i casi sono episodici e locali, non un problema nazionale. Si tratta di batteri come enterococchi, E. coli e coliformi, e di fluoro e arsenico di origine naturale in aree limitate.
Il dato nazionale ti dice qual è la regola, non com'è la tua casa delle vacanze. Se il comune ha emesso un avviso di non potabilità, conta quello: in quel caso la media del Paese non ti riguarda.
La legge in vigore dal 21 marzo 2023
La qualità dell'acqua potabile è regolata dal decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, in vigore dal 21 marzo 2023. Recepisce la direttiva europea 2020/21842, sostituisce il vecchio decreto 31/2001 e ha istituito il CeNSiA presso l'Istituto Superiore di Sanità.
Il decreto valuta il rischio dalla captazione al rubinetto, con obblighi più stretti negli edifici prioritari: ospedali, case di cura, alberghi, ristoranti, stazioni, aeroporti e mense. L'albergo in cui dormi è in quella lista.
Al ristorante è un incentivo, non un obbligo
L'articolo 17 dello stesso decreto impegna Regioni e Province autonome ad allargare l'accesso all'acqua potabile, con punti di erogazione almeno in aeroporti, stazioni e stabilimenti balneari. Incentiva anche i ristoranti a dare acqua potabile gratuita ai clienti.
Sulla seconda parte non c'è sanzione, e nella pratica la bottiglia sul conto resta la regola. A un anno dall'entrata in vigore avevano trasmesso i primi dati solo 9 fra Regioni e Province autonome: Lombardia, Trento, Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Veneto e Umbria. Cosa finisce sul conto oltre all'acqua è su mance e coperto.
Fiducia e qualità non sono la stessa misura
Quasi un italiano su tre non si fida dell'acqua del rubinetto, secondo i dati Istat citati dall'Istituto Superiore di Sanità. È una misura di percezione; quella di qualità è il 99,1%1.
La bottiglia in tavola dice più dell'abitudine che del tubo sotto la strada. In viaggio vuol dire riempire la borraccia in camera e ai punti di erogazione che il decreto prevede in stazioni, aeroporti e stabilimenti. Le altre domande sul conto sono su soldi e mance.
Fontanelle e nasoni: non sono nei nostri dati
Numero e posizione delle fontanelle pubbliche nelle città non sono fra i dati che abbiamo verificato, e qui non trovi né una mappa né un conteggio. Per quelle, vale il sito del gestore idrico del comune in cui ti trovi.
FAQ
L'acqua del rubinetto in Italia si può bere?
Perché tanti italiani comprano l'acqua in bottiglia?
Il ristorante è obbligato a portare l'acqua del rubinetto gratis?
Quali regioni hanno l'acqua migliore?
Che legge regola l'acqua potabile in Italia?
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Fonti (3)
- 199,1% · 98,4% · 2.500.000Istituto Superiore di Sanita' (ISS) · da ricontrollare entro il 2027-06-30
- 2Istituto Superiore di Sanita' (ISS); doc 2 · da ricontrollare entro il 2028-12-31
- 3Istituto Superiore di Sanita' (ISS) · da ricontrollare entro il 2027-12-31