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Confetti di Sulmona, mandorla e zucchero senza amido

A Sulmona i confetti si fanno dal Medioevo: nel XV secolo le Clarisse del monastero di Santa Chiara confezionavano i primi mazzolini di fiori di confetto, e nel 1846 la città contava circa dodici fabbriche, secondo l'ente turistico regionale.

Zucchero sulla mandorla, senza amidi né farine

La specialità di Sulmona, per l'ente turistico dell'Abruzzo, è un brevetto di lavorazione che fissa lo zucchero alla mandorla senza amidi né farine. È il dettaglio da cercare sulla scatola, perché un confetto fatto altrove può sembrare identico.

Il brevetto è citato, non descritto: le nostre fonti non dicono chi lo detiene né da quando. E non danno l'elenco dei confettifici né i loro orari, quindi prima di organizzare una visita in fabbrica telefona.

Dalle Clarisse al 1846

Nel XV secolo le Clarisse di Santa Chiara legavano già i primi mazzolini, piccoli bouquet fatti di confetti. La produzione era più antica ancora: nel Medioevo si chiamava confettura.

La forma di oggi arriva nel Seicento, quando lo zucchero era d'importazione e il confetto un prodotto di lusso. Nel 1846 Sulmona aveva circa dodici fabbriche.

Il dato del 1846 viene dall'ente regionale, che non cita una fonte primaria: leggilo come una tradizione registrata dalla Regione, non come un numero d'archivio.

Il Cannellino, detto di Leopardi

La varietà che l'ente cita per nome è il Confetto Cannellino di Sulmona, detto «di Leopardi». Anche l'aneddoto dietro il soprannome è dell'ente, e arriva senza fonte.

I colori, scritti dalla Regione

Il codice tradizionale che l'ente riporta ha tre voci: celeste o rosa per la nascita, rosso per la laurea, argento e oro per gli anniversari di nozze. Lo conosci già; la novità, semmai, è trovarlo in una scheda istituzionale.

Le scatole partite con gli emigranti

Nel Novecento la fama internazionale dei confetti di Sulmona l'hanno costruita gli emigranti abruzzesi negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, secondo l'ente regionale, che lo scrive in modo esplicito.

Per chi ha parenti oltreoceano, quindi, il confetto di Sulmona è spesso un'abitudine di famiglia prima che un ricordo di viaggio. Se il viaggio è un ritorno alle origini, il quadro sta in viaggi delle radici e in radici in Abruzzo.

Lo zafferano, la DOP della regione

Il prodotto bandiera che il ministero dell'agricoltura assegna all'Abruzzo è lo Zafferano dell'Aquila DOP, coltivato sull'altopiano di Navelli e registrato nell'Unione europea il 5 febbraio 2005. Sulmona sta in provincia dell'Aquila, la città che dà il nome allo zafferano.

Sulla stessa lista ci sono la Carota dell'Altopiano del Fucino IGP, del 2007, e la Patata del Fucino IGP, del 2016. Dei confetti, invece, scrive l'ente turistico, come tradizione artigiana.

Il resto della tavola abruzzese sta in Abruzzo a tavola, la regione in Abruzzo.

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FAQ

Cosa hanno di speciale i confetti di Sulmona?

Il metodo, secondo l'ente turistico abruzzese: un brevetto di lavorazione che fissa lo zucchero alla mandorla senza amidi né farine. A Sulmona, in provincia dell'Aquila, i confetti si fanno dal Medioevo, e nel 1846 la città contava circa dodici fabbriche.

Da quando si fanno i confetti a Sulmona?

Dal Medioevo, quando si chiamavano confettura. Nel XV secolo le Clarisse del monastero di Santa Chiara facevano i primi mazzolini di fiori di confetto, e la forma moderna arriva nel Seicento, quando lo zucchero d'importazione ne faceva un prodotto di lusso.

Qual è il prodotto DOP dell'Abruzzo?

Lo Zafferano dell'Aquila DOP, coltivato sull'altopiano di Navelli e registrato nell'Unione europea il 5 febbraio 2005: è il prodotto bandiera che il ministero dell'agricoltura assegna alla regione. I confetti di Sulmona sono una tradizione artigiana documentata dall'ente turistico.

Perché i confetti di Sulmona sono conosciuti in America?

Per gli emigranti abruzzesi. Secondo l'ente turistico regionale sono state le comunità negli Stati Uniti, in Canada e in Australia a costruire nel Novecento la fama internazionale del confetto di Sulmona, e la fonte lega esplicitamente il prodotto all'emigrazione.

Cos'è il Cannellino di Sulmona?

È la varietà che l'ente turistico abruzzese cita per nome: il Confetto Cannellino di Sulmona, detto «di Leopardi». L'aneddoto dietro il soprannome viene dalla stessa fonte, che non cita documenti, quindi va letto come tradizione e non come dato d'archivio.

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